Automotive: tavolo necessario ma ancora insufficiente. Senza atti concreti il settore continua a perdere tempo e lavoro

DI Maulo e Rinaudo, Fismic Confsal: Automotive – senza interventi straordinari rischio estinzione per un settore strategico del paese

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Roma, 30 gennaio – Si è svolto oggi presso il Ministero il tavolo nazionale sull’automotive, convocato in un contesto di crisi strutturale che continua a colpire duramente produzione, occupazione e filiere della componentistica.

Il confronto odierno conferma la gravità del quadro, ma non scioglie i nodi fondamentali che da anni denunciamo.

«Cogliamo positivamente la disponibilità al confronto e l’annuncio di un futuro piano industriale da parte di Stellantis – dichiara Sara Rinaudo – ma ad oggi restiamo di fronte a un settore che continua a perdere volumi produttivi, con stabilimenti italiani sotto la soglia di sostenibilità e una componentistica lasciata senza strumenti di tutela».

Nel corso dell’incontro, il Governo ha ribadito l’impegno al dialogo con la Commissione Europea e la volontà di accompagnare la transizione, ma senza indicare misure straordinarie immediatamente operative, né sul fronte degli incentivi alla domanda né su quello degli ammortizzatori sociali.

«Non basta ribadire che il tavolo resta aperto – prosegue –. Il tempo delle analisi è finito: servono decisioni rapide e strumenti eccezionali. Senza interventi mirati, soprattutto per l’indotto, il rischio non è teorico ma concreto: chiusure definitive e perdita irreversibile di competenze industriali».

Per quanto riguarda Stellantis, Fismic Confsal ribadisce che le scelte produttive degli ultimi anni hanno aggravato la crisi degli stabilimenti italiani, in particolare quelli già oggi caratterizzati da bassi volumi e forte utilizzo di ammortizzatori.

«Attendiamo il piano industriale annunciato per la primavera – sottolinea Rinaudo – ma serve chiarezza fin da ora: senza nuovi modelli, senza produzioni assegnate e senza una strategia sull’auto accessibile, non si garantisce né occupazione né futuro industriale al Paese».

Fismic Confsal torna quindi a chiedere un piano straordinario nazionale per l’automotive, con risorse dedicate; incentivi strutturali alla domanda, non misure spot; riduzione del costo dell’energia per le imprese manifatturiere; ammortizzatori sociali straordinari, svincolati dai limiti temporali ordinari, a partire dalla componentistica.

«Il tavolo di oggi era necessario – conclude – ma non sufficiente. Senza atti concreti e scelte coraggiose, il rischio di estinzione del settore automotive italiano resta drammaticamente attuale».