Stellantis, Pratola Serra. Di Maulo (Fismic Confsal): “La Fismic Confsal la prima organizzazione sindacale dello stabilimento”
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Stellantis, Tavolo Mise 11 ottobre. Di Maulo (Fismic Confsal): “Disponibile al cambiamento, ma con forti garanzie da azienda e governo”
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La Fismic Confsal affronta la nuova fase congressuale avendo alle spalle una prima fase di consolidamento e di successi elettorali, il che dimostra il gradimento da parte delle lavoratrici e dei lavoratori nei confronti della politica sindacale che portiamo avanti in autonomia dalla politica, dai governi e dagli imprenditori e con un radicale coraggio nel tutelare i diritti e le retribuzioni. In tutte le competizioni elettorali nelle quali abbiamo potuto competere registriamo un grande consenso che va ben al di là del nostro tradizionale terreno di gioco rappresentato dalle aziende ex Fiat. Sempre in questi anni la Fismic Confsal ha potuto consolidare un importante rapporto con il sindacato fratello del Fali venendosi a costituire un polo di sindacati autonomi nel settore manufatturiero di grande rappresentatività. Siamo stati impegnati in un progressivo momento delle responsabilità da ricoprire in ambito confederale con la Confsal intervenendo a numerosi tavoli di confronto con i governi che si sono succeduti su tutte le materie inerenti al lavoro, la rappresentatività, le crisi aziendali e le strategie di politica economica.

Sempre più frequentemente siamo stati anche chiamati ad intervenire come relatori o con nostre testimonianze, da forze politiche democratiche e da altri sindacati confederali dimostrando per questo motivo la sempre maggiore attenzione che ha la nostra organizzazione rispetto alla sfera decisionale del paese.

Infine, il nostro impegno in ambito europeo è andato via via crescendo come ruolo e come funzione non solo con la nostra carica di vicepresidenza della CESI, ma per il ruolo centrale che ha assunto la nostra organizzazione insieme alla CONFSAL nelle scelte di politica economica e sociale dell’Europa. Durante la fase del lockdown l’organizzazione ha svolto un ruolo costante di informazione nei confronti dei propri iscritti attraverso un utilizzo esteso della rete social e del web permettendo così a molti militanti di superare la fase di isolamento e di continuare a sentirsi informati e curati come in una famiglia. Infatti, in questa fase abbiamo svolto almeno una riunione via zoom al giorno e sono stati numerosissimi i comunicati e gli approfondimenti che abbiamo prodotto. Inoltre in questa fase di lockdown ci ha permesso di padroneggiare i mezzi tecnologici di comunicazione che oggi ci consentono di tenere numerose riunioni nazionali risparmiando sui costi.

L’estesa fase della vaccinazione sta riducendo per fortuna l’impatto della pandemia e questo ci permetterà progressivamente di ritornare a fare riunioni in presenza aumentando in questa maniera lo scambio emozionale sempre indispensabile per cementare l’amicizia tra di noi.

Ci attende ora una fase congressuale impegnativa che si concluderà nella tarda primavera del 2022. Impegnativa perché, da sempre, le nostre iniziative si sono caratterizzate per avere anticipato i temi del dibattito politico – sindacale e ora siamo alla vigilia di una fase in cui le risorse europee potrebbero consentire di recuperare il gap che abbiamo con gli altri Paesi in materia di innovazione e produttività causato in larga parte da una burocrazia opprimente, da un sistema fiscale repressivo, ingiusto e vecchio di 50 anni e dall’assenza di quelle riforme strutturali che potrebbero consentire al nostro Paese di competere con le migliori economie mondiali.

Next Generation EU, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresentano un’occasione storica che non possiamo fallire, ma per farlo dovremo lasciarci alle spalle i riti consunti che anche il sindacalismo classico impone, cercando disperatamente di far rivivere quello che negli anni ’60 dello scorso secolo è stato fattore di grande innovazione e che ora è soltanto resistenza al cambiamento e freno alle opportunità. Questo ha danneggiato le fasce meno protette della popolazione (giovani precari, donne, Mezzogiorno) e impedito la realizzazione di una fase di moderno riformismo, capace di dare opportunità a chi non le ha mai avute a causa della difesa strenua dei privilegi che si ripercuote su tutti coloro che quei privilegi non possono ottenere.

È ora di cambiare registro! Il cambiamento necessario non potrà mai realizzarsi fintanto che i vecchi meccanismi vengono perpetuati. Da questo punto di vista è ragionevole sperare che il governo Draghi imponga un cambio di paradigma in grado di offrire ai giovani, alle donne, al Mezzogiorno, delle occasioni di occupazione buona e stabile, vero e unico motore perché l’Italia viva quella stagione di ripresa.

Contribuiremo a questo sforzo che deve essere collettivo e coinvolgere ciascuno di noi, impegnandoci come sempre con la nostra forza, la nostra intelligenza, la nostra vigilanza a far sì che comportamenti del passato non vengano riprodotti in questo momento decisivo.

Kurt Lewin[i] [Kurt Zadek Lewin è stato uno psicologo tedesco con cittadinanza statunitense, pioniere della psicologia sociale] nella sua analisi sulla dinamica dei gruppi, definiva con “conformismo” l’insieme delle regole che il gruppo stesso genera per continuare a esistere; allo stesso tempo definiva con “comportamento deviante” tutte le azioni messe in campo da componenti del gruppo, contrastanti in modo evidente con le regole (conformismo) fino a quel momento in essere e che i “devianti” ritengono più adeguate ad affrontare gli impegni e il lavoro del gruppo nella sua attività sociale, di lavoro etc.

Senza entrare nel dettaglio del pensiero di Lewin, serve esplicitare che se il “comportamento deviante” diventasse accettato da tutti i componenti del gruppo, allora questo comportamento genererebbe nuove regole di azione del gruppo diventando così nuovo “conformismo”.

La Fismic Confsal nell’elaborazione delle “Tesi Congressuali” sta generando un “comportamento deviante” necessario per contrastare e cambiare il “conformismo” imperante e soprattutto legato a vecchi schemi di relazioni industriali (conformismo statico) non più rispondenti al nuovo e per certi versi impensabile solo fino a pochi mesi fa Scenario Sociale che ci si è parato dinanzi con il Covid – 19.

Indubbiamente il nostro agire cosiddetto deviante, potrà generare nuovo conformismo, ma a differenza di quello “statico” il nostro sarà “dinamico” in quanto il vivere ogni giorno all’interno dei posti di lavoro e della società con responsabilità, con curiosità, con passione ed etica, ci permetterà – come sempre è stato e la nostra storia è buona testimone – fermo restando i  nostri valori fondanti, di rielaborare le nostre azioni e le nostre regole per far fronte ai cambiamenti tumultuosi che ci si stanno parando dinanzi e che sempre più richiederanno assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Questa è la Fismic Confsal, questo è il nostro modo di “fare sindacato” siamo pronti ad affrontare e gestire il cambiamento!

Benvenuti a Bordo!

 

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