PNRR, Rinaudo (Fismic Confsal): “La fase delle risorse è finita, ora inizia quella deirisultati”

COMUNICATO SINDACALE TAAPP SRL

2 Luglio 2026

TERMOLI, MERCOGLIANO (FISMIC CONFSAL) GLI INVESTIMENTI SONO UNA BUONA NOTIZIA, MA ORA SERVONO TEMPI CERTI E UN CONFRONTO IMMEDIATO

9 Luglio 2026

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9 Luglio 2026

Roma, 3 luglio. Con la chiusura delle principali scadenze previste dal cronoprogramma del PNRR, il dibattito si sposta dall’avanzamento amministrativo alla capacità del Piano di produrre effetti concreti sull’economia reale. L’Italia ha ottenuto dalla Commissione
europea anche la nona rata del Piano, pari a 12,8 miliardi di euro, raggiungendo circa
l’85% delle risorse complessivamente previste. Ora la sfida è completare gli interventi,
trasformando gli investimenti in crescita, occupazione e competitività.
Sara Rinaudo, Segretario Generale Fismic Confsal, dichiara: “Il PNRR non può essere
ricordato come il piano delle scadenze rispettate o delle risorse incassate. Dovrà essere
ricordato per ciò che avrà lasciato all’Italia. Se tra qualche anno avremo un’industria più
competitiva, infrastrutture moderne, competenze adeguate e occupazione stabile, allora avremo raggiunto il vero obiettivo. Altrimenti avremo semplicemente speso dei fondi.”
“Per questo chiediamo che la fase finale del Piano sia accompagnata da una strategia
industriale chiara e condivisa. Le risorse europee devono rafforzare la capacità produttiva del Paese, sostenere gli investimenti, favorire l’innovazione e creare le condizioni perché le imprese continuino a produrre e investire in Italia.”
“Il lavoro non nasce dai finanziamenti in sé, ma dalla capacità di trasformare quegli
investimenti in sviluppo. Servono infrastrutture efficienti, energia a costi competitivi,
competenze adeguate, procedure più semplici e un contesto che favorisca chi crea valore e occupazione.”, continua Rinaudo.
“Il PNRR rappresenta un’opportunità irripetibile. Per Fismic Confsal il successo del Piano
non sarà misurato dai miliardi spesi, ma dalla capacità di lasciare alle future generazioni un sistema produttivo più forte, moderno e competitivo. È questa la responsabilità che oggi istituzioni, imprese e parti sociali devono assumersi insieme.”, conclude il segretario generale Fismic Confsal.