Torino, Tavolo Automotive al MIMIT. Rinaudo (Fismic Confsal): “Ancora stallo incerto, servono certezze e serve un nuovo modello.”

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4 Aprile 2024

Atessa, Tavolo Automotive

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Torino, Tavolo Automotive al MIMIT. Rinaudo (Fismic Confsal): “Ancora stallo incerto, servono certezze e serve un nuovo modello.”
Roma, 3 aprile. In data odierna, presso il MIMIT, si è svolto il tavolo Automotive specifico per Torino, tra le OO.SS, il Governo, Stellantis e le
Istituzioni regionali e comunali.
Un Tavolo specifico richiesto a gran voce anche dalla Fismic Confsal, volto a dialogare sul futuro di Mirafiori e di tutto il settore manifatturiero piemontese, a cui ha partecipato una delegazione guidata dal vicesegretario generale Sara Rinaudo.
Durante l’incontro, Urso ha posto domande specifiche a Stellantis sul futuro produttivo di Mirafiori, sostenendo che l’economia piemontese
senza il settore automotive subirebbe un drastico calo. Si è unito all’appello di chiarezza sulla produzione anche il Presidente della regione
Piemonte, Alberto Cirio.
Stellantis ha dichiarato di voler continuare a puntare su Mirafiori, dove la 500 prodotta continua ad essere il fiore all’occhiello del marchio, ma non menziona alcun nuovo modello in produzione, citando vagamente decisioni ancora non mature.

Il vicesegretario generale Fismic Confsal, Sara Rinaudo, dichiara: “Mirafiori in questo momento è in una situazione di stallo incerto e non
vogliamo assolutamente che si arrivi a un lento spegnimento. Per non rischiare di spegnere prima o poi l’interruttore, occorre necessariamente, insieme a ricerca e sviluppo, la produzione. Servono nuovi modelli che abbiano un ampia risposta sul mercato; un mercato che ricordiamo registra ad oggi un serio calo della vendita dell’elettrico, e per questo serve un l’allungamento della fase di face out dei modelli endotermici, con produzione di modelli ibridi e a basse emissioni. Chiediamo certezza sulle missioni produttive e un piano industriale di lungo termine per Mirafiori, solo in questo modo si potrà rilanciare l’intero sito produttivo di Torino e dare respiro ai lavoratori dell’indotto che verge in estrema sofferenza. Apprezziamo le nuove attività messe in campo, che preparano la strada per il futuro, ma riteniamo non si possa più aspettare. C’è bisogno di dar gamba a tutti i progetti menzionati in questi mesi e concretezza a tutte le parole pronunciate.”