Iveco, Cnh non vende a cinese Faw. Tavolo di confronto al Mise. Di Maulo (Fismic Confsal): “Creare una politica industriale efficace nel nostro Paese”

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Roma, 22 aprile. Alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e degli assessorati delle regioni Piemonte e Lombardia, si è tenuto oggi l’incontro convocato per discutere le questioni industriali dell’Iveco dopo l’annuncio della rottura delle trattative per la vendita del gruppo alla cinese Faw. Tutte le parti hanno espresso soddisfazione per l’opportunità di poter far rimanere l’Iveco in Italia.

Nel corso dell’incontro l’azienda ha riconfermato a pieno gli impegni sottoscritti con l’accordo del 10 marzo 2020 e di conseguenza la disponibilità a continuare il costante monitoraggio delle attività del gruppo in Italia insieme alle organizzazioni sindacali e al governo.

Il ministro da parte sua ha teso a sottolineare che questo “non è un tavolo di un’azienda in crisi, ma un tavolo di politica industriale” e si è reso disponibile a dare un seguito affinché le risorse del PNRR provenienti dall’Europa vengano indirizzate per rafforzare la presenza nazionale nel settore Automotive in generale e in quello del Trasporto pesante e medio in particolare.

Il segretario generale della Fismic Confsal Roberto Di Maulo ha affermato che “pur avendo apprezzato la mossa del governo di salvaguardare l’industria di interesse strategico nazionale attraverso l’esercizio del golden power, il solo golden power non è sufficiente a creare una politica industriale efficace nel nostro Paese”.

“Servono misure che tentano di affrontare le transizioni tecnologiche ed ecologiche altrimenti rischiamo di essere perdenti” – spiega Di Maulo che ha posto le seguenti questioni. “Avere e rafforzare capacità tecnologiche e di know how che facciano competere le nostre industrie sulla sfida delle trazioni a idrogeno, le batterie e i semiconduttori. In particolare sull’idrogeno va valorizzata l’alleanza Iveco-Nikola e va raccolta la sfida lanciata da Tavares di creare in Europa un grande hub che ci renda indipendenti nella produzione di batterie per l’elettrico”.

Inoltre, la Fismic Confsal ha evidenziato la necessità di prestare particolare attenzione alla fragilità finanziaria esistente nelle aziende dell’indotto che dopo oltre un anno di pandemia corrono rischi gravissimi di chiusura o di essere comprate da investitori esteri.

Infine Di Maulo ha chiesto che “nel PNRR si prevedano investimenti ingenti perché l’Italia si doti di un’infrastruttura di centraline di ricarica rapida sulla rete autostradale e nei centri urbani. Per quanto riguarda il tavolo degli ammortizzatori sociali, la Fismic Confsal ha posto con grande forza l’esigenza di allungare i tempi dei contratti di solidarietà al fine di affrontare in maniera meno traumatica l’uscita dalla crisi pandemica”.

Azienda e sindacato si rincontreranno a breve per riprendere il confronto sul piano industriale.