EMERGENZA LAVORO, DI MAULO (Fismic Confsal): IL GOVERNO METTE IN STRADA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI GIOVANI LAVORATORI

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Roma, 7 luglio. “Il governo mette in strada centinaia di migliaia di giovani lavoratori” dichiara Roberto Di Maulo, segretario generale Fismic Confsal. Nella conversione del cosiddetto Decreto Rilancio non compare l’indispensabile misura di superamento del decreto “dignità” in materia ci prolungamento della scadenza dei contratti a tempo determinato e in somministrazione, pure contenuta nel piano Colao e richiesta a gran voce da tutte le parti sociali responsabili, in cambio una sostanziale presa in giro che proroga i contratti solo per il tempo eventuale in cui il lavoratore è stato sospeso dal lavoro causa Covid.

Per spiegare quale è il danno prodotto, basta dare un’occhiata ai dati dell’Istat sul lavoro. A maggio i dipendenti a tempo indeterminato sono scesi di 79 mila unità rispetto al mese precedente (-3%); di 318 mila unità rispetto al trimestre precedente (-10,8%); di 592 mila unità rispetto all’anno precedente (-18,9%). Si tratta della quasi totalità della riduzione dell’occupazione. “Per questi lavoratori, prevalentemente giovani e donne, se non c’è una proroga non arriva il contratto a tempo indeterminato ma la disoccupazione. Bastava una norma a costo zero. E invece il governo sta decidendo, scientificamente, di sacrificare centinaia di migliaia di posti di lavoro sull’altare del decreto dignità” spiega Di Maulo.

“L’approccio ideologico di questo Governo alle materie del lavoro sta producendo danni che pagheremo cari in termini di disoccupazione, di mancato aggancio alla ripresa e di assistenzialismo – prosegue Di Maulo. Il continuo ricorso a misure assistenzialistiche, pensiamo a quanto poco sta producendo il reddito di cittadinanza in assenza di un aggancio con le politiche del lavoro, sta mettendo di fatto generazioni di giovani e di donne di fronte alla prospettiva di perdere per un lunghissimo periodo il lavoro, continuando a pesare sul debito pubblico in maniera insostenibile e rendendo il conto che dovranno pagare i cittadini sempre più pesante, soprattutto i giovani e le donne”.

“Decreto dignità, reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, la stessa quota 100 che non ha prodotto nessun ricambio generazionale e tutte le misure assistenziali varate da questo governo e da quello precedente, diventano di giorno in giorno un fardello pesantissimo che grava sulla possibilità di ripresa del Paese. Servirebbe coraggio, misure in grado di fare ripartire velocemente l’economia dopo mesi di blocco dovuto alla fase peggiore della pandemia. Ma se neanche si riesce a dare ai contrattisti a termine una deroga che vada oltre i vincoli ideologici previsti dal decreto dignità, quel coraggio non solo non lo intravediamo, ma la linea guida del governo sembra essere quella dell’immobilismo e della paura” continua.

“La Fismic Confsal ritiene che ci sia ancora tempo, seppur poco, per dare almeno alle centinaia di migliaia di contrattisti occupazione, reddito e una prospettiva maggiormente serena, basterebbe superare i veti ideologici e rendersi conto che la strada della decrescita felice e dei sussidi non solo ci porta lontani dall’Europa, ma ci porta alla rovina e alla esplosione del disagio sociale” conclude Di Maulo.