
CORONAVIRUS EUROPA, SERVE UNO SLANCIO UNITARIO
20 Aprile 2020
COVID19 – RIMBORSI VIAGGI
21 Aprile 2020Roma, 20 Aprile. Il Consiglio Europeo del 23 aprile è chiamato a uno sforzo eccezionale per permettere una fuoruscita dalla crisi pandemica con minori traumi possibili per l’occupazione e l’economia.
“Hanno prevalso finora nel dibattito europeo manichee contrapposizioni tra Paesi cosiddetti rigoristi e il Sud dell’Europa. Al di là delle bandierine, noi crediamo che debba prevalere in questa fase il senso comune di fornire all’Europa un collettivo impegno economico e sociale oltre che sanitario, in grado di mettere in campo strumenti ordinari e straordinari a sostegno della ripresa” dichiara Roberto Di Maulo vice presidente Cesi (confederazione europea sindacati indipendenti) e segretario generale Fismic Confsal.
Misure già significative sono state finora prese e le misure fiscali si stanno moltiplicando. La Commissione Europea, nel giro di neppure un mese, ha rivisto le norme sugli aiuti di stato; ha istituito un primo fondo di investimento da 37 miliardi di euro per fornire liquidità alle piccole imprese; ha lanciato un’iniziativa di sostegno da cento miliardi di euro (Sure) per finanziare la CIG; ha proposto di reindirizzare tutti i fondi strutturali non utilizzati; ha applicato la piena flessibilità alle norme fiscali; ha sospeso le regole di disciplina di bilancio e ha creato un bazooka potenziale dal valore di 2.770 miliardi di euro, la Bei, che consentirà alle imprese europee liquidità per effettuare investimenti fino a circa 200 miliardi. “Consideriamo positiva e da cogliere la proposta di un Mes, senza condizioni, perché si tratta di un nuovo tipo di Mes privo di condizioni se non quelle di indirizzare le risorse ricevute per spese sanitarie, questo potrebbe dire, per l’Italia, ulteriori 36 miliardi per migliorare la rete di sicurezza sanitaria nazionale messa duramente alla prova dal COVID19” spiega Di Maulo.
“Queste misure sono sufficienti? Certo che no – prosegue – ma va superata la visione populista e vanno mirati interventi ulteriori a sostegno di un’economia ferma da oltre un mese. Di piano Marshall si sta discutendo in Europa, ma per essere tale, il piano di ricostruzione deve anzitutto avere dimensioni paragonabili a quelle messe in campo da Cina e da USA. Al Consiglio Europeo è stata assegnata la discussione per varare un Piano straordinario di 500 miliardi che l’Ue ha stanziato attraverso vari strumenti per superare la crisi economica e che dovrebbero essere garantiti dall’emissione di fondi Europei a garanzia. Questo deve avvenire perché ci troviamo in un momento eccezionale a cui bisogna fare fronte con interventi eccezionali. È in discussione il nuovo bilancio europeo 2021/2027 che mette in campo grandi risorse finanziarie che possono essere utilizzate allo scopo di fare veramente l’Europa dei popoli e non più della finanza, garantendo prestiti a interessi molto bassi garantiti dal bilancio Europeo e coperti da garanzie fornite dall’intera Europa e non solo dai singoli Stati membri”.
“È in gioco il destino di centinaia di milioni di uomini e donne stremati dalla pandemia, oltre che quello di industrie ed economie ferme da mesi. Noi italiani dobbiamo avere la consapevolezza che senza l’Europa la strada della ripresa sarebbe ancora più difficile, ma l’Europa deve avere altrettanta consapevolezza che senza Italia, l’Europa non esisterebbe” conclude.


