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03032020_Comunicato Sindacale Fismic Confsal

Nonostante le fortissime preoccupazioni dovute all’epidemia del Corona virus che sta rallentando l’economia globale e mettendo in grave crisi tutto il sistema complesso della fornitura di componenti provenienti dalla Cina e dalla zona rossa di Codogno, che hanno già provocato il fermo della fabbrica serba dove si produce la 500L per alcuni giorni, a Pomigliano la settimana scorsa il dottor Gorlier ha fornito importanti rassicurazioni e conferme circa il piano industriale FCA: dei 5 miliardi di investimento sono stati deliberati oltre il 90% (4,5 miliardi tutti per gli stabilimenti italiani) e non ci sarà nessun rallentamento nel lancio dei nuovi modelli, dei restyling e dell’elettrificazione prevista dal piano industriale, nonostante l’andamento del mercato fosse in calo, già da prima degli effetti dell’epidemia. Si tratta di un atto di coraggio industriale che come Fismic abbiamo apprezzato.

In particolare però qua vogliamo sottolineare che nessun lavoratore e nessun impianto in Italia può essere lasciato indietro, nel momento in cui, nonostante la gelata economica mondiale, si cominciano ad intravvedere segnali di ripresa.

Lo stabilimento di Grugliasco, i lavoratori di quello stabilimento, al pari degli altri hanno contribuito con molti sacrifici a fare di uno stabilimento praticamente chiuso, un gioiello tecnologico e produttivo che produce modelli importanti di un marchio prestigioso come Maserati.

A nostro avviso l’importante lancio dei modelli ibridi di ultima generazione ed il restyling della Ghibli e della Quattroporte previsto dal piano industriale assicura una ripresa nel mercato in grado di dare una certezza occupazionale ai lavoratori di Grugliasco, purché la FCA chiarisca i tempi delle operazioni di lancio dei modelli ristilizzati e quelli della elettrificazione. Chiediamo quindi all’Azienda che al più presto vengano chiariti tempi e qualità degli investimenti previsti a Grugliasco, in modo da assicurare i lavoratori e le lavoratrici sul loro futuro occupazionale e soprattutto, sulla certezza di ritornare in tempi brevi ad avere una retribuzione piena, non gravata dal peso degli ammortizzatori sociali.

Inoltre il mantenimento del Polo produttivo torinese è per quanto ci riguarda una condizione che fornisce ulteriore garanzia di possibilità di piena occupazione per tutti i lavoratori del Polo torinese dell’auto. Mirafiori e Grugliasco hanno funzionato da polmone occupazionale che è stato in grado di ridurre l’utilizzo degli ammortizzatori nelle fasi più acute della crisi: quando c’è stata salita produttiva in uno stabilimento e crisi nell’altro migliaia di lavoratori sono stati utilizzati dove era utile. Se questo è avvenuto in precedenza, chiediamo che venga mantenuta la logica del Polo torinese anche per il futuro, in modo che sia possibile compensare eventuali sfasamenti temporali in attesa che i nuovi modelli, l’elettrificazione dia i suoi frutti in entrambi gli stabilimenti, in termini di certezza occupazionale verso la fine dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e finalmente verso la piena occupazione.

Roma, 3 marzo 2020

La Segreteria Nazionale FISMIC CONFSAL