Obiettivo è equilibrare dignità e flessibilità

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Il resoconto della prima giornata del 17° Congresso nazionale
Fismic difende il lavoro

Un’Italia per il futuro è l’Italia del progresso. Il superamento della crisi dei valori e l’importanza dei principi della Costituzione, questi i leitmotiv del 17esimo Congresso Nazionale indetto dalla Fismic Confsal e di cui si è conclusa ieri la prima giornata. In un alternarsi tra interventi e opinioni, spicca la volontà di superare la comunicazione che genera odio tramite fake news, l’importanza della libertà, dell’uguaglianza, l’abbattimento del populismo e la necessità di un “Risorgimento” di valori, che tengono insieme società complesse in cui le classi tradizionali, giorno dopo giorno, vengono meno e le divisioni imperano su tutto. Anche perché i valori fondanti la nostra società sono spesso dati per scontati, soprattutto dai nostri giovani che sono stufi di troppa libertà, troppa democrazia e non ne considerano il valore straordinario

“Noi restiamo ostinatamente convinti che i valori della società occidentale, la democrazia, la libertà, lo sviluppo, la pace, la solidarietà, la crescita, il lavoro, siano il collante inestinguibile ed inesauribile che tiene insieme il Nord con il Sud, i più fortunati e quelli meno. Senza quei valori prevale l’opportunismo e non le opportunità. Rinascono i muri, quelli che avevamo tanto festeggiato al momento della loro caduta”. Afferma il segretario nazionale generale della Fismic Confsal Roberto Di Maulo citando i temi affrontati nel corso della relazione d’apertura del Congresso. “Non siamo né con i Salvini, né con Saviano” dichiara il segretario generale Fismic Confsal Roberto Di Maulo. Sulla materia dell’immigrazione bisogna coniugare un’accoglienza regolata dall’insieme delle istituzioni europee con la sicurezza dei nostri quartieri e delle nostre case.

L’attenzione si è focalizzata anche sull’importanza del progresso, raccontato utilizzando immagini di episodi esemplificativi, come la manifestazione “Sì Tav” a Torino o l’importanza delle vaccinazioni e quindi della scienza, o ancora mettendolo al fianco dell’Europa.

“Parlando di progresso, ci piace parlare dell’Europa. Non solo e non tanto perché la Confsal mi ha conferito l’onore di eleggermi vice-presidente del sindacato europeo indipendente, ma perché l’Europa riveste un ruolo sempre più importante nelle nostre vite. Giusto un mese orsono, è stato celebrato il centenario della fine della prima guerra mondiale con una manifestazione molto importante che ha riunito a Parigi 72 leader del mondo. La fine di quella guerra però fu macchiata da due avvenimenti molto negativi: la mancata costituzione della Società delle Nazioni (ora ONU) e, soprattutto, la firma del trattato di Versailles. I due avvenimenti furono il trionfo del sovranismo. Le nazioni vincitrici, Francia soprattutto, dettarono condizioni umilianti per la Germania e l’Austria che furono le radici della nascita del nazismo e lasciarono via libera all’altra dittatura, quella comunista che nasceva libera a est. Cito questo episodio in cui prevalse l’interesse vendicativo dei vincitori sui vinti per sottolineare quanto è pericoloso il momento in cui prevalgono i sovranismi e si abbandona ogni forma di solidarietà. E come dal sovranismo vendicativo possono nascere soltanto altrettanti sovranisti. Ma anche per mettere a fuoco la differenza tra la fine di quella guerra e quella terminata nel 1945, dove prevalse invece lo spirito solidaristico di ricostruzione, con gli Stati Uniti impegnati in un gigantesco sforzo finanziario e produttivo per sostenere l’Europa sconvolta dalla guerra e non solo i paesi usciti vincitori (Gran Bretagna e Francia) ma anche e soprattutto i due paesi usciti sconfitti: la Germania e l’Italia. Da quello sforzo solidaristico nacque l’Europa per come oggi la conosciamo. Europa che ha garantito 73 anni di pace (come non era mai accaduto nella storia del nostro continente) e che con la pace ha permesso progresso, sviluppo, crescita nella democrazia e nella libertà. Europa che è stata il presupposto solidaristico per l’abbattimento del muro di Berlino, la caduta dell’URSS e la fine dell’impero sovietico”.

Tra i temi riportati ci sono anche la manovra finanziaria, la quota 100, l’alternanza scuola lavoro e i contatti di pubblica amministrazione, con un commento finale all’attuale fase politica. Una relazione trasversale che ha spaziato da un punto a un altro, toccando il cittadino così come il lavoratore, il giovane così come il pensionando, passando dalla scienza alla sicurezza, dalla libertà all’economia. La varietà degli argomenti ha catturato l’attenzione della platea attenta e partecipe a quello che veniva affermato dinanzi al leggio.

Alla relazione si sono susseguiti gli interventi dei segretari generali delle federazioni ospiti, dei delegati e, a concludere, l’intervento del segretario generale Confsal Angelo Raffaele Margiotta.

Quando il Sindacato condanna l’innovazione condanna sé stesso alla morte e i lavoratori alla disoccupazione. Per questo, parlando di futuro, è necessario parlare delle giovani generazioni e del loro rapporto col lavoro. “È cambiato molto il mondo in questi vent’anni – spiega Di Maulo – ed è ovviamente cambiato il mondo del lavoro. È un dato di fatto che il lavoro oggi è flessibile e lo sarà sempre di più in futuro, da questo non si può prescindere. Il nostro ruolo è quello di far sì che vi sia un equilibrio tra dignità e flessibilità. L’economia mondiale e il mercato del lavoro sono, e sempre saranno, soggetti a cambiamenti indotti da molteplici fattori di natura tecnologica, socio-economica e demografica. La prospettiva che si delinea è quindi quella di mercati del lavoro ‘transnazionali’ ovvero contesti mutevoli dove la persona dovrà essere accompagnata nei diversi passaggi (ossia transizioni) non solo da un posto di lavoro a un altro ma anche tra status differenti (scuola, occupazione, disoccupazione, formazione, cura). In tale contesto dinamico, il ruolo del sindacato assume un’importanza rilevante”.

 “Il futuro immediato appare duro, ma lo affronteremo con tenacia, voglia di cambiare, impegno come abbiamo sempre fatto nel corso della nostra storia di oltre sessant’anni e in particolare nei momenti più complicati, alzando la testa con fierezza come abbiamo fatto a Pomigliano e a Mirafiori, come stiamo facendo all’Industria Italiana Autobus e in tutti i luoghi in cui il lavoro viene messo a repentaglio in questi giorni. Lo faremo insieme, aiutandoci l’uno con l’altro, non lasciando nessuno indietro. Abbiamo tanti alleati in più rispetto al passato, a cominciare dalla nostra maturità, fino ad arrivare alla Confsal. Comunque, whatever it takes! Noi, ad ogni costo difenderemo il lavoro e il progresso! A  d ogni costo faremo crescere la nostra bella Fismic! Ad ogni costo ce la faremo! Evviva la Fismic evviva la confsal!”  la conclusione, a gran voce, immersa in una marea di applausi, del leader Fismic Confsal Roberto Di Maulo confermato a dirigere l’organizzazione sindacale autonoma, dal Congresso.

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